In quest’articolo voglio spiegare alcuni concetti fondamentali sul chiaroscuro, che ritengo possano essere utili a chi ama disegnare e dipingere.

L’importanza del chiaroscuro

Il chiaroscuro è un concetto fondamentale per gli artisti che perseguono il realismo. Attraverso di esso si crea l’illusione della tridimensionalità e dello spazio.

Nella figura seguente mostro due fotografie di una mela. Nella seconda immagine, nonostante io abbia rimosso il colore, l’oggetto è ancora perfettamente riconoscibile e non ha perso nulla del suo carattere tridimensionale.

Mela

Consideriamo ora il dipinto 100 Mile Smile dell’artista Stephen Bennet. Come potete notare, i colori nella prima immagine sembrano apparentemente casuali; eppure il volto è ben riconoscibile e tridimensionale. Com’è possibile?

Il motivo è che, nonostante i colori appaiano casuali, il tono (ossia il chiaroscuro) di ciascuno di essi è scelto con grande attenzione, come si nota nella foto a destra.

100 Mile Smile

È evidente da questi esempi quanto il chiaroscuro sia importante per un artista che persegua il realismo. Per comprenderne a fondo i meccanismi è necessario chiarire diversi concetti, il primo dei quali è il tono.

Il Tono

Il tono è l’80% di un dipinto (Frank Reilly – Art Students League of New York)

Il tono è il grado di luminosità di un colore, ossia quanto esso è chiaro o scuro. In termini semplici, il bianco e il giallo sono colori chiari, mentre il blu e il nero sono colori scuri.

Se osserviamo un oggetto in scala di grigi, notiamo che tra la tonalità dell’ombra e quella della luce esistono infinite variazioni tonali. Il compito dell’artista è creare questo passaggio graduale utilizzando il minor numero di toni possibile.

Sfera mezzitoni

Foto da https://www.dorian-iten.com

Per i miei disegni e dipinti utilizzo generalmente la seguente scala di riferimento, che potete scaricare e stampare cliccando a questo link. Come potete notare, il tono più chiaro è il bianco, a cui ho associato il valore 10, mentre il più scuro è il nero, a cui ho associato il valore 0.

Scala di Grigi

Oltre al bianco e al nero, sono spesso sufficienti pochi toni intermedi per realizzare un chiaroscuro efficace.

La foto seguente mostra uno schizzo eseguito da Marco Bucci in questo video utilizzando solo tre tonalità. Nonostante il numero limitato di toni, l’artista riesce comunque a creare una convincente illusione di volume.

Sketch studio tonale

Foto da video di Marco Bucci

Come si crea, su un foglio bidimensionale, l’illusione del volume? Perché un oggetto appare più chiaro in alcune aree e più scuro in altre?

Quando una superficie è colpita dalla luce, la sua luminosità dipende dall’inclinazione rispetto alla direzione dei raggi luminosi. Una superficie risulta più chiara quando è perpendicolare alla luce, mentre appare più scura quando è quasi parallela. L’immagine seguente chiarisce bene questo concetto.

Rotazione Piano

Foto da https://www.dorian-iten.com

L’Illusione del Volume su oggetti geometrici

Immaginiamo una roccia: le sue diverse facce presentano inclinazioni differenti rispetto alla sorgente luminosa. La superficie 1, essendo quasi perpendicolare ai raggi, sarà la più chiara; la superficie 2, più inclinata, risulterà leggermente più scura, fino ad arrivare alla superficie 4, che appare la più scura di tutte.

L'Illusione del Volume

Osservando la roccia in figura si nota che ogni faccia ha un tono uniforme. Nella realtà, tuttavia, anche all’interno di uno stesso piano i punti più lontani dalla sorgente luminosa risultano leggermente più scuri rispetto a quelli più vicini. La differenza è minima, ma percepibile.

L’Illusione del Volume su oggetti curvi

In natura, però, gli oggetti raramente presentano superfici così semplici. Molto spesso ci troviamo di fronte a superfici curve, dove il passaggio tra le tonalità non è netto ma graduale. Un esempio classico è la sfera.

Quando la luce colpisce una sfera si distinguono cinque aree principali:

  • lustro;
  • luce;
  • ombra propria;
  • ombra portata;
  • riflesso.

Chiaroscuro di una Sfera

L’area più chiara e più piccola è il lustro, di cui ho parlato più approfonditamente in quest’articolo. Contrariamente a quanto spesso si pensa, il lustro non si trova al centro dell’area in luce, ma la sua posizione dipende dalla relazione tra osservatore e sorgente luminosa.

Subito dopo il lustro troviamo l’area in luce, direttamente illuminata dalla sorgente.

Seguono l’ombra propria dell’oggetto e l’ombra portata sul piano d’appoggio. In genere quest’ultima è la più scura, soprattutto in prossimità dell’oggetto.

Tra l’area in luce e l’ombra propria esiste una variazione continua di toni, chiamati mezzitoni, di cui parleremo più avanti in modo approfondito.

Infine, ai margini dell’ombra propria, si trova il riflesso, un’area leggermente illuminata. È la parte più chiara dell’ombra, ma non quanto l’area in luce, ed è fortemente influenzata dai colori circostanti. Non va mai trascurata, poiché contribuisce in modo decisivo alla percezione della rotondità degli oggetti.

L’Illusione del Volume su superfici concave e convesse

Tra le superfici curve di particolare interesse ci sono quelle concave e convesse.

Nella figura seguente sono mostrati esempi di entrambe. Le superfici concave sono caratterizzate dal fatto che l’area illuminata è più lontana dalla sorgente luminosa rispetto all’area in ombra; l’opposto avviene per le superfici convesse.

Chiaroscuro Superfici concave e convesse

Foto da quora.com

Consideriamo ora un esempio reale: una ciotola. Quando è in posizione normale, vediamo il suo interno concavo, in cui la parte illuminata è più distante dalla zona in ombra rispetto alla luce. Tra luce e ombra si osserva una transizione morbida grazie ai mezzitoni. Capovolgendo la ciotola, il comportamento della luce si inverte.

Chiaroscuro superfici concave e convesse

I drappeggi, che spesso appaiono complessi e confusi, possono essere semplificati immaginandoli come una sequenza di pieghe concave e convesse.

Chiaroscuro drappeggio

Quando le pieghe sono ampie, la luce si comporta in modo simile a quanto visto per la ciotola. Quando invece le pieghe concave sono molto strette, può risultare visibile solo l’ombra, come accade nelle pieghe a destra dell’immagine.

Concetti avanzati sul chiaroscuro

Per padroneggiare il chiaroscuro è necessario comprendere alcune nozioni più avanzate, che ora andremo ad analizzare.

Il Terminatore

Il terminatore è la linea di separazione tra luce e ombra. Con una luce diffusa, come quella naturale, il terminatore appare morbido e sfumato; con una luce diretta, ad esempio un faretto, risulta invece molto netto.

Terminatore della Sfera

Storicamente gli artisti hanno spesso preferito l’illuminazione diffusa, poiché produce ombre più morbide e naturali.

Osservare attentamente il soggetto e comprendere il tipo di terminatore è fondamentale, poiché influisce direttamente sul modo in cui il colore viene applicato sulla tela o sul foglio.

Semplificare i mezzitoni

Tra luce e ombra esiste una variazione infinita di gradazioni tonali, i mezzitoni, che rappresentano una delle maggiori difficoltà per chi disegna o dipinge.

Un modo efficace per affrontare il problema è suddividerli in due categorie: mezzitoni chiari e mezzitoni scuri.

I primi sono più vicini all’area in luce, i secondi al terminatore. Questa semplificazione aiuta a controllare meglio il passaggio tonale.

La foto seguente mostra tre fasi di un disegno a carboncino. Nella prima immagine sono presenti solo luce e ombra, senza mezzitoni. Si noti come tutte le aree in ombra risultino interconnesse, formando un’unica massa.

Nella seconda immagine sono evidenziati in rosso i mezzitoni scuri, nella terza quelli chiari. Disegnare in modo realistico è, in un certo senso, simile alla creazione di un quadro astratto: è necessario smettere di pensare agli oggetti come tali e iniziare a vederli come un insieme di macchie tonali.

Mezzitoni chiari e scuri

Foto da https://www.dorian-iten.com

Il Nucleo dell’ombra

L’ombra propria di un oggetto non è mai uniforme. In prossimità del terminatore si trova sempre un’area più scura, detta nucleo dell’ombra.

Quando dipingete, cercate di individuarla e di assicurarvi che sia il punto più scuro dell’oggetto (ad eccezione dell’occlusione).

Sfera - Nucleo Ombra

Anche in questo caso, ragionare per macchie aiuta a percepire il soggetto come un insieme di relazioni tonali piuttosto che come una forma riconoscibile.

L’Illusione delle Textures

Quando osserviamo un disegno o un dipinto realistico in cui sono visibili le texture dei materiali, rimaniamo spesso colpiti. La domanda è: come si ottiene questo effetto?

Le texture sono il risultato dell’interazione tra luce e asperità della superficie. L’illusione della texture nasce dalla corretta rappresentazione di questa interazione.

Le immagini seguenti, tratte da questo video, mostrano come una semplice superficie concava possa creare l’illusione di un foro attraverso l’uso di pochi toni opportunamente sfumati.

Textures

Foto da video di Paintable

Nel caso di una sporgenza, si applicano gli stessi principi visti per le superfici convesse. Per creare una spaccatura nella roccia non basta tracciare una linea: è necessario definire un’area in luce, una in ombra e una transizione graduale tra le due.

Textures

Foto da video di Paintable

Esistono infine texture estremamente fini e microscopiche, difficili da percepire singolarmente.

Textures

Foto da gurneyjourney.blogspot.com

Anche in questo caso i principi sono gli stessi delle superfici concave e convesse, ma applicati su scala molto ridotta. Queste texture risultano particolarmente visibili nei mezzitoni scuri, in prossimità del terminatore, dove la luce è radente.

Occlusione

Quando un oggetto blocca il passaggio della luce, si crea un’ombra portata sul piano di appoggio. Quest’ombra non è uniforme: è più scura vicino all’oggetto (occlusione) e diventa più morbida allontanandosi da esso (penombra).

Ombra Portata di una Sfera

L’occlusione è fondamentale perché, se resa correttamente, permette alla figura di staccarsi visivamente dal foglio.

Il Contrasto di Tono

La differenza tra i toni di due colori è detta contrasto di tono ed è probabilmente il concetto più importante per creare l’illusione del volume.

Il massimo contrasto si ha tra bianco e nero (10–0 = 10), mentre due toni identici hanno contrasto nullo.

Contrasto di Tono

Il motivo per cui molti lavori appaiono piatti è che spesso i chiari non sono abbastanza chiari e gli scuri non sono abbastanza scuri. Il range tonale tende a concentrarsi sulle tonalità intermedie.

Questo avviene principalmente per due motivi:

  1. un problema di percezione;
  2. un problema di realizzazione.

Problema di percezione

Il nostro occhio è facilmente ingannato. Un esempio classico è il fenomeno del contrasto simultaneo.

Contrasto Simultaneo

Due grigi identici possono apparire diversi a seconda dei toni circostanti. Questo influisce anche sul modo in cui mescoliamo i colori, portandoci spesso a schiarire le ombre e a scurire le luci.

La soluzione consiste nell’isolare i toni principali del soggetto e valutarli indipendentemente dal contesto.

Problema di realizzazione

Durante la sfumatura, chiari e scuri tendono a perdere forza. Per questo motivo è sempre necessario tornare sulle aree principali per ristabilire i valori corretti.

Range dei Toni

Il range dei toni di un oggetto è l’intervallo che va dal tono più scuro al più chiaro. All’aumentare del contrasto aumenta anche il range.

Range dei Toni

Foto da Proko.tv

In genere, una differenza di almeno tre o quattro toni tra luce e ombra garantisce una buona resa volumetrica, anche se questo valore dipende da vari fattori:

  • tipo di illuminazione;
  • intensità della sorgente luminosa;
  • tono locale dell’oggetto.

L’Illusione dello Spazio

Il chiaroscuro contribuisce anche alla percezione della profondità spaziale.

All’aumentare della distanza, i toni tendono ad avvicinarsi a quello dello sfondo. Questo principio è alla base della prospettiva aerea.

Prospettiva aerea

Gli oggetti lontani appaiono meno contrastati e meno dettagliati. In casi estremi possono ridursi a una singola tonalità.

Sfera in Prospettiva Aerea

Foto da http://www.arthints.com

Un paesaggio nebbioso è un esempio evidente di questo fenomeno.